SEDNA, il nuovo corpo celeste, archetipo astrologico del Femminile e della Madre Terra.
di Rosanna Zerilli (Horus)


Quello di SEDNA, il nome di un pianeta scoperto soltanto nel 2003, è un mito che esula dal ricchissimo pantheon degli dèi di origine ellenistica cui ha attinto, finora, la nomenclatura planetaria, gestita dalla scoperta di Urano alla fine del 1700 dalla categoria degli astronomi, alla quale la comunità degli astrologi ha saputo  adeguarsi quanto al significato da attribuire ad ogni nuovo venuto e che, almeno fino alla scoperta di Chirone, ha ormai più di qualche conferma nella letteratura specializzata.
Per Sedna, infatti, l’attribuzione del nome proviene da un mito non mediterraneo, ma nordico, precisamente eschimese: è la storia di una bella ragazza che il padre costringe a sposare il primo venuto, dal quale ella si separa gettandosi nel mare gelido del nord, aggrappandosi alla barca, alla quale il padre-padrigno taglia le dita per impedirle di salvarsi. Sedna affonda così nelle profondità marine e dalle sue dita nascono creature marine che nutrono e sostengono la bella ormai diventata una dèa.


Una leggenda affascinante che, come tutte le leggende, riflette la visione collettiva di un mondo che perfino nella società eschimese è governato dalla  legge del maschio, che detta la legge alla figlia di sua proprietà, alla quale però finalmente una donna si ribella, trovando nella profondità marina, e cioè nell’inconscio, una  nuova collocazione ancora non riconosciute dal collettivo.


Ho sempre sostenuto che l’astrologia è un prezioso strumento di decodificazione della psiche umana sia collettiva che individuale, e questo saggio di Giuliana Pandolfi né è una dimostrazione, particolarmente ben riuscita per lo stile discorsivo piacevole e facilmente leggibile.


Si sente sin dalle prime pagine che l’A. è dotata di cultura psicologica, probabilmente ha fatto personalmente l’esperienza di una analisi junghiana arricchita da nozioni derivate dal quel mago dell’inconscio collettivo che è Hillmann, che ha sempre creduto nell’astrologia e il cui figlio è astrologo, proprio come la figlia di Jung, astrologa anche lei.
Ma Giuliana Pandolfi non limita la sua formazione alla sola psicologia analitica, ma la arricchisce di una dimensione modernissima e quanto mai attuale: il femminismo e l’animalismo, valori che sono tuttora in attesa  di essere ben compresi  dalla cultura contemporanea, che l’A. definisce giustamente in crisi  per l’eccesso di maschilismo che ha dato alla dimensione razionale un peso eccessivo rispetto ai valori dell’irrazionale, altrettanto importanti.


Un saggio coraggioso, affascinante per la carica emotiva che sa suscitare nel lettore, forse anzi è meglio dire delle lettrici, specie nelle pagine dedicate alla barbarie di cui tuttora è vittima il mondo animale in una società che si vuole evoluta.
Ho appreso con orrore dalla lettura della sua appassionata denuncia che il celebrato Nobel Pavlov infornava i cani vivi delle proprie figlie!!!
E come dimenticare l’ormai inutile vivisezione, sostituibilissima da tecniche informatiche che non richiedono sacrifici di esseri viventi, le torture agli animali da pelliccia, ormai inutili perché sostituite  da tessuti ecologici molto più efficienti, la caccia,  passatempo per perdigiorno sfiniti dalla frustrazione sentimentale che alimenta la potentissima industria delle armi, responsabile della attuale crisi mondiale. E che dire della cultura della tauromachia, celebrata ancora negli anni 30 dal quel supermacho impotente e alcolizzato di Hemingway?
E come accettare i fallimenti di tutti i tentativi negli incontri internazionali di G2, G8, G20 etc. finalizzati ad accordi per tutelare mari, terre, esseri umani e animali dal disastro progressivo di cui è vittima l’intero orbe terracqueo? 


Si può datare proprio dalla scoperta di Sedna, avvenuta nel 2003, l’inizio, per ora timido e incompleto, di una presa di coscienza da parte di una minoranza dell’immenso problema del degrado ambientale, che dominerà gli anni a venire, anche e soprattutto simboleggiato dall’ingresso di Plutone in Capricorno, che dal 2010 al 2013 sarà anche quadrato a Saturno.
Quanto al significato della collocazione di Sedna nell’oroscopo individuale, ancora è troppo presto per una anche provvisoria definizione del suo significato: infatti l’A. si limita a fornire qualche interessante testimonianza sulle esperienze di donne che hanno  partecipato a un suo seminario sull’argomento.
Quanto agli oroscopi di Melville e di Oriana Fallaci, esposti a sostegno di una tesi interpretativa, non sono d’accordo sul paragone: Achab esprime la violenta ribellione del razionale maschile di fronte alla  forza dell’inconscio, ben simbolizzato nella prosa arcaicamente pregnante di Melville nella balena bianca, mostro marino ben più forte della coscienza, che infatti alla fine travolge e trascina il protagonista nelle profondità dell’inconscio.


A quale valore inconscio allude la Fallaci, una giornalista che si è sempre espressa contro il femminismo  che con una prosa…prosaica tenta, inutilmente, di sollevare una reazione violenta nella società opulenta americana, sorpresa e attonita di fronte alla tragedia delle Torri, sulla quale, ancora oggi, molti sono i dubbi tuttora emergenti proprio in quella società americana nella quale ella ha vissuto gli ultimi anni della sua vita?   


Sedna è una lettura stimolante e formativa non soltanto dal punto di vista astrologico, che ha il merito, insolito in pubblicazioni specialistiche, di far riflettere sull’anima mundi, che da Marsilio Ficino  non ha cessato di essere al centro della riflessione di filosofi e scienziati fino a Campanella e a Giordano Bruno.
Rosanna Zerilli


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