“Scene da un matrimonio” e “Divorzio all’italiana”
di Marina Bua


“Scene da un matrimonio”

e  “Divorzio all’italiana”

 

 

A volte trent’anni sembrano un periodo lunghissimo, specie se emotivamente si trascorre tale tempo in stato di sofferenza. Ma se guardiamo alla storia dell’uomo o della nostra società, trent’anni sono veramente un battito di ciglia. Un battitto però che può determinare una enorme differenza.

 

“Divorzio all’italiana” è un film di Pietro Germi[i], girato nel 1961, con l’intenzione di mettere in luce l’arretratezza legislativa dell’Italia dell’epoca, attraverso l’arte cinematografica, la storia e le immagini che vanno dal dramma alla commedia fino alla satira.

 

<<Il barone Fefè Cefalù, innamorato della giovane cugina, spinge la moglie tra le braccia di un vecchio spasimante. Così potrà ucciderla e scontare una pena simbolica invocando il “delitto d’onore”. Dietro la farsa divertente e grottesca, un affresco acuto della realtà siciliana ma anche un amaro pamphlet contro l’inciviltà dell’articolo 587 del codice penale.>>[ii]

 

Forse non tutti ricordano o sanno, specie i più giovani, che mancava una legge sul divorzio (arriverà nel 1970 e a ruota seguirà il referendum del 1974 con l’intento di abrogarla) e che vigeva ancora un articolo del codice penale, l’articolo 587 del Codice Rocco, che regolava il delitto d’onore. La cosa che oggi ci può apparire scandalosa è che tale articolo verrà abolito solo nel 1981… all’incirca trent’anni fa. Molto dopo la discesa del primo uomo sulla Luna, si avallavano ancora indirettamente giustificazioni plausibili per l’uccisione del coniuge se si poteva dimostrare la lesa onorabilità.

 

Diversa l’impostazione del film del 1973 di Ingmar Bergman[iii] “Scene da un matrimonio”: trama più psicologica e travagliata, qui la denuncia, se così possiamo chiamarla, è relativa alla crisi della coppia e alla difficoltà di stare fuori dagli schemi. Anche se intellettualmente tutto appare semplice, la parte emotiva finisce con l’avere un ruolo molto importante e potremmo dire: con i sentimenti non si scherza.

 

<<Riduzione cinematografica […] di uno sceneggiato televisivo che ebbe un notevole successo di pubblico e suscitò ampi dibattiti sulla coppia-tipo di matrice borghese. […] Per il materiale e l’impostazione Bergman si è ispirato tanto al teatro nordico(Strindberg, Ibsen), quanto a esperienze autobiografiche.>>[iv]   

 

Se il film di Germi ci ispira la necessità di dare un  taglio, di voltare pagina e cambiare le regole, il film di Bergman invita ad una riflessione interiore che faccia prendere consapevolezza e permetta una trasformazione profonda della propria coscienza. L’uno si rivolge all’esterno, alle regole sociali a partire da un problema intimo. L’altro da uno stato apparente di libertà, esteriore, ci fa prendere coscienza delle gabbie e delle dipendenze interiori. In entrambi si sentono forti le assonanze di pianeti quali Urano e Plutone. La libertà, l’indipendenza, il nuovo e l’attaccamento, la pulsionalità, la gelosia e la lotta tra la vita e la morte.

 

Due registi importanti, che con le loro creative produzioni hanno immortalato un’epoca. Pur utilizzando linguaggi differenti hanno promosso della buona cultura per intere generazioni.

 

Germi nel Tema natale ha Giove sull’Ascendente congiunto ad Urano che forma un trigono a Mercurio: un’intelligenza critica, corrosiva, che si esprime con mente libera, moderna, che guarda al futuro descrivendo l’attuale. Plutone congiunto a Saturno in casa quinta in trigono a Venere sulla cuspide della nona: la necessità di rivedere, trasformare la realtà in modo creativo e un interesse verso quei legami relazionali passionali, di dipendenza o di forte attaccamento.

 

Bergman presenta una analogia con Germi per quanto riguarda Urano che si trova in trigono a Giove ed entrambi  in aspetto di trigono all’ascendente: forte esigenza di esprimere giustizia, libertà e modernità. Il maestro della casa quinta, Nettuno, svetta al Medio Cielo: creatività che si esprime pubblicamente. Plutone in aspetto dinamico con la Luna: tematiche dell’inconscio, psicologiche, rapporto problematico con il femminile che si sfoga e si esplicita, nel suo caso, attraverso la cinematografia ed il teatro.

 

Cosa ci può invece raccontare il Tema del referendum sul divorzio in Italia, che si svolse il 12 maggio 1974? Urano e Plutone si trovano in Bilancia, il segno della coppia istituzionalizzata, ossia del matrimonio. Ebbene ci sono due pianeti importanti che demoliscono, ricostruiscono innovando e in particolare Urano si trova al fondo del segno, in aspetto quindi di trigono con l’Italia (se consideriamo per la nascita della nostra Repubblica la data della Costituzione del 18 giugno 1948).

 

Un’Italia quindi che sceglie la modernità, il nuovo e la libertà con Urano e che accetta la sfida di una crisi, che vede in discussione la famiglia e di conseguenza una trasformazione dei valori, con la presenza di Plutone. Oggi Plutone compie la prima quadratura al Plutone del 1974 che prospetta una sorta di verifica.... forse occorrerà qualche altra modifica in materia, forse non è un caso se da qualche tempo si parla spesso delle famiglie di fatto per le quali manca una normativa adeguata.

 

Come sempre l’argomento è complesso e la società muta più velocemente della legislazione. Ci vorrà ancora qualche anno affinchè Urano si opponga all’Urano di quello stesso anno, probabilmente quello sarà il momento in cui si riuscirà a sancire nuove regole. Intanto le stelle stanno a guardare. 



[i] Pietro Germi, nato a Genova il 14 settembre 1914 alle ore 17, fonte dati dell’archivio Cida

[ii] “Il Mereghetti.Dizionario dei Film 2002” Baldini&Castoldi, 2001 Milano

[iii] Ingmar Bergman, nato a Uppsala il 14 luglio 1918 alle ore 13, fonte dati dell’archivio Cida

[iv] op.cit. “Il Mereghetti”


 


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