L'arcano senza numero: Follia o Saggezza?
di Marina Bua


L’arcano senza numero:  Follia o Saggezza?

 

 

 

 

“Due sono gli aspetti della follia,

il primo prodotto da malattie umane,

l’altro che deriva da un divino straniamento

 rispetto ai comportamenti abituali…

 i più grandi beni provengono agli uomini dalla follia,

quella però che viene concessa loro come dono divino…”

(Platone, “Fedro”)

 

 

 

Prima di soffermarci sull’Arcano senza numero occorre fare una piccola premessa.

Ci sono moltissimi mazzi di Tarocchi, cambiano le immagini e lo stile e talvolta anche il numero di carte che li compongono. Il mazzo di Tarocchi classicamente è composto di due parti fondamentali: gli Arcani Maggiori e gli Arcani Minori.  Gli Arcani Maggiori in particolare constano di 22 carte e l’Arcano cosiddetto “senza numero” è la carta corrispondente al Matto.

 

Il Matto, nella pratica, viene considerato numericamente come fosse corrispondente allo Zero oppure al numero 22. Inoltre gode di una complicazione diciamo “posizionale”.

C’è chi considerandolo come 0 (zero) lo antepone agli altri 21 Arcani e quindi il Matto precede il Bagatto che è il numero 1; c’è chi, considerandolo numericamente pari a 22, lo posiziona al fondo della fila. Ma esiste anche una terza possibilità: cè chi lo inserisce in penultima posizione ossia subito prima dell’arcano del Mondo il quale chiude, con la sua “completezza” ed armonia, la sequenza dei ventidue arcani.

 

È pura follia tutto ciò? Aderiamo per simpatia, o per casualità, all’uno o all’altro metodo classificatorio? Oppure più saggiamente proviamo a comprendere quale sia il senso di ogni singola scelta e poi decidiamo a quale scuola di pensiero aderire? O, ancora, se ipotizzassimo che tutte e tre le teorie siano corrette, ma parziali, ed esistesse un sistema o una filosofia di pensiero che raccorda le varie opzioni? 

 

Prima ipotesi

Il Matto, in quanto Zero, precede gli altri ventuno arcani. Qui l’idea è che il Caos primigenio sia l’origine di tutto e passando dallo 0 (zero) all’1 (il tutto) si compie il passo verso un sistema ordinato e logico che si sviluppa fino al suo completamento rappresentato dal Mondo, figura racchiusa nell’ouruborus. 

 

Seconda ipotesi

È dall’Uno che tutto si origina, e per divisioni numeriche successive si arriva fino all’Arcano 21, il Mondo, poi interviene l’elemento imprevedibile (il Matto) che fa saltare il sistema, gettando tutto nel Caos per ricominciare daccapo.

 

Terza Ipotesi

Il grande sistema, a cui l’Universo appartiene, dipende da una Unica Legge Generale raccontata attraverso le ventidue tappe degli archetipi, rappresentati dagli  Arcani Maggiori come fosse un libro vivente. L’elemento di “disturbo”, la “follia”, l’”imprevedibilità” fa parte inglobante di un sistema che, se non vuole essere un sistema morto e finito, bensì vivo ed in evoluzione, ha necessità di modificarsi e di trasformarsi in continuazione. Il lievito trasformante è rappresentato dal Matto che grazie alla sua capacità destabilizzatrice è in grado di “chiudere” con il vecchio sistema e “aprire” al nuovo sistema. Nella Unica Legge Generale (chiamatela energia, Dio, creazione, o come volete) è compreso anche l’elemento incertezza, la follia, ciò che noi reputiamo fuori dagli schemi, ed è compreso all’interno della Legge stessa.

 

In sintesi

La prima ipotesi e la seconda, se disponiamo gli arcani in uno schema circolare, potremo agevolmente vedere che finiscono con il coincidere, poiché il Matto segue il Mondo e contemporaneamente precede il Bagatto. Il Matto quindi è il punto di passaggio tra un sistema e l’altro. Tra un percorso evolutivo e l’altro. Tra il mondo basato sulla fisica newtoniana e la fisica della relatività. Tra una credenza passata e il mondo nuovo.    

La terza Ipotesi è semplicemente la sintesi di tutti i passaggi evolutivi e, in quanto ultima sintesi, racchiude all’interno della propria legge tutti i “Matti” che compongono il Grande Percorso dell’Universo composto a sua volta di tanti percorsi intermedi.

 

A quanto pare il nostro Matto non è un Folle ma è l’unico Saggio che sa che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. È lui che si lascia il passato alle spalle e nel suo fagotto trattiene le poche cose davvero importanti mentre muove i passi verso il futuro. Forse non sa esattamente che forma assumerà questo futuro a cui sta andando incontro ma sa che esiste e che non sarà nemmeno l’ultimo passaggio che compirà tra un mondo e l’altro.

 

E chissà se Albert Einstein pensava proprio a questo arcano “senza numero” quando disse: “Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero”?