Le CASE in chiave astrologico-evolutiva - Introduzione
di Marina Bua


Le Case

In chiave astrologico-evolutiva

 

Introduzione

 

 

Le colonne portanti di un Tema astrologico sono tre. La prima è costituita dai dodici Segni dello Zodiaco, la seconda si fonda sui Pianeti (dove generalmente se ne contano dieci, Plutone e Luminari compresi, ma sappiamo di dover rivedere questa impostazione, date le scoperte più recenti ottenute tramite la ricerca scientifica) e terza, ma non ultima per importanza, la suddivisione nelle dodici Case.

 

La fascia zodiacale dei dodici Segni è una rappresentazione simbolica del Cielo stellato, che sappiamo ricco di molte più costellazioni, ma non è questo il tema che stiamo per affrontare; l’argomento che ci preme approfondire è la ripartizione in Case dello spazio-tempo del Tema astrologico: la suddivisione per analogia è sempre effettuata in dodici settori, ma non si basa esclusivamente sull’osservazione del Cielo, quanto invece sull’osservazione che un individuo può compiere stando con le proprie radici piantate nella terra del nostro Pianeta.

 

Le Case sono, in un certo senso, la trasposizione e la traduzione in termini concreti e “materiali” di archetipi celesti proiettati nella quotidianità che la nostra incarnazione affronta facendo esperienza ed evolvendosi sia individualmente che collettivamente.

 

Una possibile lettura che possiamo individuare è quella che considera la fascia dei Segni come l’insieme di energie che vibrano in risonanza con la nostra parte più spirituale; la fascia delle Case come l’esperienza umana che un individuo compie incarnandosi e al quale vengono forniti in dotazione, come strumenti, i Pianeti nella collocazione esatta che rileviamo al momento preciso della nascita, intesi sia come talenti, sia come funzioni da consapevolizzare.

 

Energeticamente, Segni, Case e Pianeti, collaboreranno all’unisono in un lavorio alchemico, affinché la combinazione di tutti questi fattori produca/rappresenti quella specifica individualità.

“Produce” e “rappresenta” sono solo parole in grado di aiutarci a comprendere un quadro più vasto. In realtà, l’individuo è quella combinazione spazio-temporale-spirituale che, con umana difficoltà, si schematizza in un disegno simbolico riconducibile a quel mandala chiamato Tema di nascita astrologico.

 

Segni, Case, Pianeti e posizioni reciproche, si intrecciano come l’elica del DNA generando, ad ogni piccola e microscopica differenza, un individuo differente. In questo DNA è tutto scritto e codificato, il vero problema sta nella capacità, nel livello di conoscenza, nell’evoluzione spirituale del lettore ed interprete di cogliere la totalità assoluta dell’essenza così magistralmente codificata in un suo simile, nonostante le difficoltà e i limiti propri dell’essere umano, anch’egli in cammino.

 

Fatte queste necessarie premesse, e prima di affrontare il significato delle singole Case, occorre introdurre, in modo sintetico, un breve inquadramento sull’argomento.  Alla fine di questo breve lavoro si forniranno i rinvii all’approfondimento delle letture, sicuramente indispensabili, a chi voglia comprendere meglio il tema delle Case. 

 

In questa sede, per facilità di lettura, si tenderà a semplificare alcuni concetti ed anche il motivo di alcune opzioni seguite dai vari maestri/astronomi/astrologhi che si sono susseguiti nella storia  rispetto alla metodologia scelta per costruire tecnicamente la suddivisione in Case.

 

Procediamo quindi per argomentazioni semplici, seppure parziali, al fine di spiegare per linee essenziali cosa sono e in cosa consistono le Case.

 

La prima divisione del cerchio del Tema astrologico, facilmente comprensibile anche solo intuitivamente, è quella che possiamo creare tagliandolo orizzontalmente in due parti, con un asse che va da Est ad Ovest rispetto alla posizione della Terra che immaginiamo al centro del grafico. Nel preciso istante in cui un essere umano viene alla luce (data, ora e luogo) individuiamo quale Segno zodiacale sorge ad Est, all’orizzonte orientale e quale sta tramontando ad ovest, all’orizzonte occidentale. In questo modo troviamo i primi due punti importanti: quello ad Est sarà il punto che ci indicherà il Segno Ascendente, dal quale si origina la Casa I (prima) e quello ad Ovest incontrerà il Segno Discendente dal quale ha inizio la Casa VII (settima).

 

La seconda divisione verrà eseguita osservando, sopra il nostro capo, il punto più alto in cielo stando virtualmente con i piedi sulla Terra (che sono appoggiati sulla linea dell’orizzonte tracciata prima da Est a Ovest) e stabilendo così la posizione del Medio Cielo. Poi immaginiamo di trapassare verticalmente la Terra con una linea immaginaria che passa per i nostri piedi fino ad incrociare nel punto più basso del cerchio zodiacale la posizione del Fondo Cielo. In questo modo abbiamo trovato gli altri due punti fondamentali che facciamo corrispondere in alto alla Casa X (decima) e in basso alla Casa IV (quarta).    

[Questo metodo, non propriamente corretto, “appiattisce” la tridimensionalità dello spazio sul piano cartesiano delle due dimensioni del foglio su cui si traccia il grafico che utilizziamo per il Tema natale: il Medio Cielo e la cuspide della X Casa, come pure il Fondo Cielo con la cuspide della IV Casa in realtà non coincidono.]

 

Si può già avanzare una prima considerazione: la scomposizione nei quattro quadranti appena ottenuta, proprio per effetto della rotazione terrestre, pone l’evidenza sul giorno e sulla notte, sull’alba e sul tramonto, ossia su una osservazione del moto giornaliero. Ogni due ore cambia il Segno che sorge all’orizzonte. Con la divisione in Case otterremo una specie di orologio che scandisce i momenti della giornata.

La sequenza dei 12 Segni si riconduce ad una suddivisione mensile nella quale il Sole, con il suo movimento apparente, illumina nell’arco di un anno ogni spicchio della fascia zodiacale. Se osservo il cielo in uno stesso punto e sempre alla stessa ora, vedrò comparire lo stesso Segno per un mese di seguito!

 

Con due fasce circolari concentriche, suddivise in settori, abbiamo costruito un calendario/orologio. Rispetto alla fascia zodiacale le Case scorrono in senso antiorario, la visione che abbiamo del Sole, invece, è di un percorso in senso orario a causa del moto apparente. 

 

Ecco che prende vita e movimento lo schema piatto, a due dimensioni, del Tema zodiacale. Sarebbe interessante, nella nostra era iper-tecnologica, servirsi di una rappresentazione tridimensionale del Tema: avremmo così ulteriori informazioni, più corrette e facilmente fruibili.

 

Non abbiamo però ancora completato i tagli necessari per arrivare alle dodici Case: fin qui abbiamo solo un sezionamento in quattro quadranti dove ogni punto trovato corrisponde alla cuspide delle quattro Case dette Angolari (i quattro angoli, i punti cardinali) che numeriamo, per distinguerle dalle altre, con i numeri romani.

 

I metodi con cui suddividere, a questo punto, i singoli quadranti varia a seconda che si scelga un metodo spaziale piuttosto che temporale. C’è chi ha optato per una suddivisione in parti esattamente uguali (utile specialmente quando ci si avvicina ai poli, dove avremmo qualche difficoltà a trovare il mezzogiorno o la mezzanotte nei mesi in cui il Sole non tramonta mai!) e chi, tenendo conto delle latitudini, esegue una scomposizione che tiene conto del luogo e le Case sono disuguali a seconda della stagione e della distanza dall’equatore.

 

In questo contesto dove non affrontiamo, per semplicità e spazio, la parte più tecnica dell’argomento, ci limiteremo a suddividere in tre parti ogni singolo quadrante in modo da ottenere dodici spicchi, analogamente ai dodici Segni della volta celeste, così da creare delle co-significanze utili a comprendere il senso di questa suddivisione “terrestre”.

 

Il fatto che esistano co-significanze non vuol dire che i Segni e le Case, che rappresentano i campi di esperienza della vita, siano la stessa cosa; pertanto, in una chiave astrologica-evolutiva, ci aiutiamo con la numerologia per iniziare ad assegnare, con parole chiave, un primo significato che possa fungere da traccia per lo sviluppo che seguirà.

 

 

Casa I (prima- Ascendente) – numero 1

Il numero Uno è facilmente assimilabile al concetto di individuo (individuo, non diviso, uno!). La persona come si presenta nel suo insieme. Io sono.

 

 

Casa 2ª – numero 2

Il Due si connette alla diade, allo specchio, alla alterità: il primo incontro a due lo troviamo nel rapporto tra madre e figlio. Il legame che li lega è il terreno della sicurezza e della sopravvivenza che il bambino percepisce per prima cosa.

 

Casa 3ª – numero 3

Il numero Tre  è il terzo punto di vista: l’osservazione distaccata, mi differenzio dall’altro che non sono io. Taglio, è una Casa analitica di pensiero e movimento. Oggettivazione. Il circostante a breve raggio.

 

Casa IV (quarta, Fondo Cielo) – numero 4

Il quattro ci rimanda alla figura del quadrato, simbolo di protezione, la casa, la famiglia, le radici, la culla. La costruzione delle fondamenta. Quattro come gli elementi: Acqua, Fuoco, Aria e Terra, con cui tutto si costruisce.

 

Casa 5ª – numero 5

Il quinto elemento, l’energia che amalgama i quattro elementi. L’energia dell’amore che si incontra attraverso l’esperienza dell’innamoramento. Anche l’innamoramento di sé. Casa ludica.

 

Casa 6ª – numero 6

Il sei come due triangoli che si confrontano o che si compenetrano. Scelta di una via. Due elementi che si paragonano o che lavorano insieme produttivamente. Lavoro, collaborazione, fisicità, biodiversità, quotidianità.

 

Casa VII (settima – discendente) – numero 7

Sette inteso come tre più quattro; tre spirito, quattro materia: scopriamo di essere fatti di due parti grazie all’incontro del proprio IO con il TU. Attraverso l’altro, il reciproco ri-specchiamento e la relazione, si sperimentano le parti di sé.

 

Casa 8ª – numero 8

L’otto nella sua forma usata anche come simbolo dell’infinito, come due cerchi legati fra loro, da  un senso di continuità: la fusione, la trasformazione di un piccolo io in qualcosa di più grande. Dal vedere l’altro ad essere con l’altro.

 

Casa 9ª – numero 9

Nove come la moltiplicazione: tre volte tre. Il triangolo del corpo e il triangolo dell’anima che incontrano il triangolo dello spirito. Casa di elevazione, di esplorazione e di ricerca, intellettuale e filosofica. Grandi aspirazioni.

 

Casa X (decima – Medio Cielo) – numero 10

Il numero dieci esotericamente è un uno: infatti 1+ 0 = 1; è come aver completato un percorso ed essere pronti ad iniziarne uno nuovo, ma su un livello più alto: si punta alla stella più alta sopra di noi. Indipendenza, autonomia, visione allargata, responsabilità individuale. Completamento, realizzazione, visibilità pubblica.

 

Casa 11ª – numero 11

L’undici graficamente è visto come l’insieme di due linee verticali parallele: | |, come due colonne, le colonne d’Ercole:  dal consolidamento della X Casa l’individuo completo si avventura in ambiti di più ampio respiro, attraversando una nuova porta e abbandonando l’ego, l’individuo della società, della comunità degli esseri umani.

 

Casa 12ª – numero 12

Dodici inteso come un quattro per tre: la materia di cui si è fatti moltiplicata per lo spirito di cui si è intessuti: trovare la fusione con l’universo, ritrovare la nostra culla spirituale, non in terra ma nel cosmo. Il tutto, la spiritualità.

 

Abbiamo già detto che le Case I-IV-VII-X sono le Case Angolari, quelle che prendono inizio dai punti fondamentali Ascendendente-Discendente (I e VII), Medio Cielo- Fondo Cielo (X-IV). Anche le altre Case sono classificate con il senso che appartiene loro: quelle subito adiacenti alle quattro angolari sono denominate Case Succedenti, quelle a seguire vengono dette Cadenti. Si avrà una sequenza di Case Angolari-Succedenti-Cadenti ripetute quattro volte, una per quadrante.

 

Percorrendo i Segni dall’Ariete ai Pesci, incontriamo i quattro elementi che si susseguono per tre volte  Fuoco- Terra - Aria – Acqua. Così pure le Case vengono associate agli elementi a partire dalla prima (Fuoco) fino alla dodicesima (Acqua).

 

Le Case angolari sono legate all’essere, quelle succedenti all’avere e quelle cadenti al comprendere e/o trasformare essendo proprio queste ultime una sorta di porta di passaggio tra un quadrante e l’altro, fra una stagione e l’altra.

 

Ora non resta altro che decidere con quale sequenza procedere per approfondire le dodici Case:

·         secondo lo spirito (triangolo che unisce le Case in base all’energia dello stesso elemento);

·         secondo la materia (quadrato che unisce la modalità delle Case, una per ogni elemento);

·         oppure in esatta sequenza numerica da uno a dodici seguendo le dodici tappe simboliche dell’evoluzione dell’individuo; tenendo conto che nella vita si passerà più volte sugli stessi punti con gradi di consapevolezza sempre differenti e quindi con esperienze e risultati ogni volta diversi.

 

 

[fine prima parte]


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Le dodici Case astrologiche con riferimento all'eclittica. © Chiara Capone