Omaggio ad ANDRE’ BARBAULT
di Marisa Paschero


Omaggio ad ANDRE’  BARBAULT

     Dal punto di vista della Grafologia Planetaria, che si basa sull’osservazione globale della gestualità scrittoria, mettendo in relazione il grafismo individuale con il simbolismo universale evocato dai corpi celesti, è un privilegio commentare l’eleganza estetica della scrittura del grande Astrologo André Barbault, dove forti valenze Solari e Saturnine  si associano ad una vibrazione sottile squisitamente Mercuriana.

     Siamo infatti di fronte ad una scelta grafica di natura dualistica, che coniuga essenzialità di stile e ricercatezza formale, sobrietà d’insieme e notevole originalità nella personalizzazione delle singole lettere : omaggio alla tradizione  e piacere di innovare, perfezionismo ed “esplorazione” continua, esigenza di conservare  riferimenti rigorosi e, contemporaneamente,  gusto di aprire nuove strade.

     Grafologicamente  la ricchezza intuitiva e  l’amore per il dettaglio sono leggibili nei caratteri privi di collegamenti interletterali, che mescolano il corsivo allo script in un andamento stilizzato, il senso critico che può farsi pungente è nelle triangolazioni in zona inferiore, la selettività di giudizio nelle spaziature regolari, la vivacità intellettuale nella mobilità, lieve e quasi impercettibile, degli assi letterali.

     L’impostazione impeccabile, il “dinamismo verticale”, l’estrema nitidezza del tratto (incisivo e di un nero brillante : tratto razionale per eccellenza), ed il prevalere della “dominante Forma” rispetto alla “dominante Movimento” sono gli indici grafici che concordemente  esprimono l’idea di una sensibilità acutissima e vagamente cerebralizzata, che offre ed esige il dono della discrezione, e si realizza al meglio attraverso l’esercizio di un autocontrollo consapevole e costante.

     La lucidità ed il distacco affettivo sono infatti notevoli, ma il coinvolgimento mentale è molto intenso e,  paradossalmente,  passionale.
Coinvolgimento profondo, interiorizzato e, forse proprio per questo motivo, difeso e protetto con attenzione da ogni ingerenza esterna.

     L’essenzialità delle maiuscole tipografiche parla infatti di equilibrio, di maturità e di riservatezza, ma ecco che nella firma la “A” iniziale del nome  (lettera femminile e materna per eccellenza) si ri-appropria del suo aspetto calligrafico, remoto, vagamente adolescenziale, a sottolineare il legame profondo e coinvolgente con il mondo emozionale che questa lettera evoca, e si apre in alto verso destra, a cogliere, simbolicamente, la suggestione ed il messaggio dello spazio del mentale, associandosi ad una estetizzante “d” in delta dai forti richiami intellettuali : ancora una volta affettività e razionalità si incontrano e si scontrano in un dialogo intimamente  vivo ed intenso, che solo la luce di una mente creativa riesce  a dominare senza sofferenza, anzi, trasformandolo in occasione di crescita interiore e di ricchezza.

    La firma (espressione dell’IO sociale), è semplicissima ed omogenea al testo (Io privato), con  andamento ascendente e sottolineatura : autenticità e  intimo compiacimento Venusiano, consapevolezza del proprio ascendente,  dell’impatto innegabile della propria “immagine” di maestro e di ricercatore.

     Lascio volentieri agli studiosi di Astrologia il compito di osservare il grafico natale di André  Barbault, a mio parere illuminante per la correlazione  evidente che le presenze planetarie possono offrire rispetto alla sua scrittura : un esercizio sicuramente interessante per quanti di noi si occupano di comprendere e  decifrare il linguaggio che accomuna queste due straordinarie discipline.
Linguaggio simbolico che ci riporta molto indietro nel tempo, quando il nostro pensiero non si sviluppava unicamente in forma lineare, ma si nutriva di richiami, di evocazioni, di immagini …. linguaggio che ci permette di lavorare per analogie e di  intuire chiavi di lettura  sempre più profonde e significative.

     Marisa Paschero  gennaio 2011
 


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La firma di Andrè Barbault