Le CASE In chiave astrologico-evolutiva - II parte
di Marina Bua


Le CASE
In chiave astrologico-evolutiva -
II parte

Dalla I alla 3° Casa 
Affrontiamo il viaggio nelle dodici case esplorandole nella sequenza dall’uno al dodici tenendo sempre ben presente che si tratta di un sistema complesso in cui tutto è correlato e ciò che accade in un preciso ambito del nostro tema zodiacale non è avulso dal sistema stesso. Se ci siamo prefissi grandi obiettivi in casa decima, questi non potranno non ripercuotersi per esempio sulla casa quarta, che tenderà a trattenerci nel nostro guscio oppure ci spingerà anche troppo alimentando stress da risultato, ma anche sulla casa settima, il nostro partner potrebbe essere solidale con noi o sentirsi messo in disparte ponendo degli ostacoli materiali piuttosto che emotivi o psicologici alla nostra realizzazione.
Per avvicinarci comunque al senso, ai significati, all’esperienza e al processo che ogni casa indica e conduce verso un sistema unico, occorre analizzare, spezzettare, il sistema stesso per renderlo accessibile e comprensibile. Occorrerà poi che lo studioso affronti la fase in cui dovrà tirare le fila per rivedere il tutto come un unico organismo pulsante.


Casa I e Ascendente

La cuspide della I Casa coincide, nel nostro sistema di riferimento, con il punto dell’Ascendente e che corrisponde al preciso istante in cui nasciamo, ossia al momento in cui abbandoniamo il grembo materno, misterioso e protettivo, e veniamo alla luce. È un momento in cui si esplicita una forza enorme. La co-significanza della prima Casa con l’Ariete (che sfonda in muri) e Marte, e con l’elemento Fuoco è molto intuitiva. Il neonato passa da un mondo acquatico, attraverso il corpo materiale della madre, e arriva in un mondo in cui deve respirare aria: come potrebbe fare tutto ciò senza la spinta e la forza vitale dell’elemento Fuoco?
Questo primo campo dello Zodiaco, quindi, diventa l’indicatore privilegiato per “misurare” ogni nuovo passaggio che l’individuo farà durante la propria vita. È l’inizio di ogni nuova esperienza che incontrerà. La primissima esperienza, quella della nascita, sarà importante ed esplicativa di come si vivranno le esperienze successive: essere accolti dalla gioia piuttosto che dall’ostilità inciderà sull’ottimismo piuttosto che il timore o la resistenza che l’individuo farà ogni volta che sarà “gettato” in una nuova avventura.
La consapevolezza dello sforzo compiuto in questo primo istante, e nelle esperienze successive, si maturerà attraverso l’esperienza stessa e la riflessione interiore sulla modalità con cui funzioniamo e agiamo/reagiamo. Ogni nuovo avvio necessita di un atto personale, di una iniziativa che dipende soprattutto da noi stessi se vogliamo indirizzarla secondo le nostre aspettative ed obiettivi (che ci verranno indicati dal Sole, nostro progetto personale e dalla decima casa).
Il primo passo è importante come può esserlo, per usare un esempio semplice e chiaro, la prima mossa, l’apertura, nel gioco degli scacchi.
È attraverso l’Ascendente e la I Casa nel complesso, con i suoi aspetti e i pianeti presenti, che esprimiamo e manifestiamo ciò che siamo (almeno in buona parte) nonché il modo, gli strumenti con cui affrontiamo ogni principio.
Il segno in cui cade la cuspide della prima casa, gli aspetti ricevuti, i pianeti presenti forgeranno le caratteristiche molto personali dell’individuo ma descrivono anche come si vedrà il mondo fuori di sé e come gli altri ci percepiranno. Per questo è forse la Casa più personale in assoluto e allo stesso tempo quella più “parziale” di tutte. Infatti, è solo una porta che permette un “passaggio” dal nostro mondo interiore al mondo esteriore. Il tipo di porta, ad ante scorrevoli, con serratura a doppia mandata o a ponte levatoio, determinerà, condizionerà, il carattere dell’individuo: rapido, timoroso, chiuso, aggressivo, curioso, socievole…

 

Casa 2°
Per addentrarci nella seconda casa ci aiutiamo ricordandoci che possiamo associarla al secondo segno, il Toro, all’elemento Terra e al pianeta Venere. È la sostanza di cui siamo fatti e di ciò che ci nutre ed accudisce. Per questo la si lega al concetto di sicurezza: qui scopriamo chi siamo, nel senso di cosa siamo fatti, su cosa possiamo contare, cosa ha valore per noi. L’esperienza primaria è quella del neonato che sta al sicuro tra le braccia della madre che non solo lo protegge e lo scalda ma lo nutre con il proprio corpo. Ecco allora che appare chiaro il legame simbiotico con la madre a cui dobbiamo la nostra sopravvivenza e al tempo stesso è lampante come questo legame, visto dal punto di vista del neonato, sembri un tutto unico, dove finisce il proprio corpo inizia quello della madre apparentemente senza soluzione di continuità.
Ci vorranno dei mesi prima che il piccolo inizi a scoprire che il proprio corpo è qualcosa d’altro iniziando così il processo di separazione dalla propria madre.
Avevamo anticipato nell’introduzione che il due è la diade, l’alterità e concettualmente il due è la prima divisione dell’uno in parti separate. Qui si distingue ciò che ci appartiene da ciò che non ci appartiene. In fondo per il bambino se è una bellissima avventura verso la meravigliosa scoperta di sé, d’altro canto rappresenta il distacco dalla figura fondamentale della madre come fonte vitale.
Questo processo se ben vissuto ci predispone ai cambiamenti e alle separazioni come eventi di crescita e di opportunità viceversa ogni separazione sarà vissuta come un abbandono.
Riferendoci invece alla seconda casa come area legata alla sopravvivenza fisica, quindi alla nutrizione, all’energia che ci sostiene, possiamo traslare questo concetto elementare nella nostra vita quotidiana e associarla a quella merce di scambio che ci permette il nostro sostentamento: il denaro. Per estensione quindi denaro, ricchezze, beni materiali. Non dimentichiamo però che il primo bene materiale che possediamo è proprio il nostro corpo, il veicolo attraverso il quale la nostra vita, così come la conosciamo e la interpretiamo, è resa possibile. Mano a mano la nostra maggiore consapevolezza ci porterà a sentire come propri beni, oltre al corpo fisico, il nostro modo di pensare (dovremo prima esplorare la casa terza per scoprirlo), le nostre emozioni, ecc. In casa seconda con il passare del tempo e con il sovrapporsi delle esperienze si accumuleranno le nostre doti e sarà naturale cominciare a dare delle priorità e stabilire così quali sono le cose più importanti e irrinunciabili per noi: si formerà magicamente la nostra scala di valori. Niente però è eterno e le esperienze che faremo in altri ambiti e che via via alimenteranno questa seconda casa, porteranno molto probabilmente a rivedere la lista delle priorità. Così prima poteva essere essenziale avere denaro per sentirsi sicuri, poi potrebbe essere un corpo efficiente e in buona salute la priorità più alta, e poi ancora la nostra felicità, la nostra armonia con il cosmo prima di tutto.
Esattamente come per la Casa I, anche qui il segno, elemento in cui la cuspide della seconda casa cade e i pianeti presenti nonché gli aspetti ricevuti diranno molto su come viviamo questo settore di esperienza. Con Saturno in seconda casa potremmo sentirci sempre privati degli elementi essenziali, sempre poveri insomma, senza magari esserlo davvero, oppure con Giove potremmo essere talmente fiduciosi nella provvidenza che anche molto poco ci potrà far sentire ricchissimi, o magari esserlo davvero.


Casa 3°
La terza casa e co-significante del segno dei Gemelli, dell’elemento Aria e del pianeta Mercurio. Abbiamo legato nella parte introduttiva questa casa al terzo punto di vista, alla differenziazione, al pensiero e al movimento.
Riprendiamo quindi il “cammino” del nostro neonato: alla separazione del corpo, avvenuta attraverso il riconoscimento di sé come parte distaccata dall’altro cioè dalla madre, si passa ad una autonomia mentale e di movimento. È, infatti qui, in questa fase, che il bambino comincia a muoversi, prima gattonando poi con i primi passi, e va all’esplorazione del suo piccolo/grande mondo e nel fare ciò, contemporaneamente, sviluppa le sue facoltà mentali ed il linguaggio. La terza casa è quindi una casa di esplorazione, apprendimento e comunicazione dove lo scambio e l’interazione con il modo circostante è il teatro di questa nuova fase dell’esperienza.

Non esiste solo più la diade (madre-bambino) ma c’è un intero mondo da scoprire e con cui entrare in relazione e per fare ciò si utilizzano vari strumenti, l’osservazione e catalogazione, la parola come mezzo di comunicazione, lo spostamento come metodo per entrare in contatto con ciò che non è alla nostra diretta e immediata portata. Si da’ un nome alle cose, le si scoprono, toccano, se ne fa esperienza e così facendo non solo si allena la mente a categorializzare ma il bambino comincia a farsi una opinione attraverso i vari sensi. Il giocattolo ha una consistenza, un colore, un sapore, ecc. Quel giocattolo mi piace, quell’altro è cattivo, ecc. Anche la reazione di un adulto ad un proprio comportamento ci renderà diffidenti oppure espansivi, il linguaggio non verbale in questa fase è particolarmente delicato e fondamentale per lo sviluppo “sano” della psiche del bambino: atteggiamenti contraddittori come ad esempio sgridare una azione errata e pericolosa ma allo stesso tempo ridere di quel gesto potrebbe fornire un significato ambiguo se non alterato. Non ci stupiremo poi se da adulti alcune persone fanno palesemente delle affermazioni e poi con il comportamento, il messaggio non verbale, segnalano magari l’opposto. Questa è la prima casa di apprendimento ed è quella più delicata a cui dare la giusta attenzione.
Troppi blocchi, troppe costrizioni o troppa apprensione da parte dell’adulto possono portare a sviluppare nell’individuo insicurezze o a credersi “stupido” e quindi inibire un sano sviluppo della comunicazione e dell’apprendimento.
Trattandosi delle prime “esplorazioni” in un mondo, per quanto già molto complesso, piuttosto limitato spazialmente i primi incontri sono con gli oggetti circostanti e le persone più vicine, per questo in questa casa classicamente viene definita quella dei fratelli e delle sorelle, dei cugini e dei vicini di casa: è il mondo a portata di mano, e di piede, di un bambino.
Altrettanto importanti sono quindi i primi incontri con i “pari”, altri bambini che possono riempire di gioia e di giochi nuovi il proprio mondo oppure essere percepiti come piccoli invasori, dei barbari pronti a distruggere e appropriarsi dei nostri giocattoli preferiti.
È in questa fase che cominciamo a realizzare che non siamo noi l’ombelico del mondo, ma che questo mondo occorrerà relazionarsi. Anche qui, segno, elementi, pianeti e aspetti diranno come questa casa di aria sarà aria leggera e ossigenata o satura di gas velenosi e soporiferi.    
 

Fine della seconda parte

Copiright edizioni F. Capone - Grafico tridimensionale raffigurante Le Case (Orizzonte), lo Zodiaco (Eclittica) e la Terra (Equatore).