Le CASE In chiave astrologico-evolutiva - III parte
di Marina Bua


      Abbiamo affrontato in precedenza la seconda parte di questo viaggio nelle Case zodiacali con l’esame dei primi tre campi, che formano il primo dei quattro settori dello Zodiaco, se osserviamo il grafico secondo la suddivisione prodotta dai due assi principali: la linea dell’Ascendente/Discendente che incrocia la linea del Medio-Cielo/Fondo-Cielo. Questi settori, denominati anche quadranti, segnano le macro-fasi dello sviluppo dell’individuo.

      Il primo quadrante, come si può intuire da quanto già illustrato, si incentra sulla formazione di un'identità separata, distinta cioè da tutto ciò che è esterno allo stesso individuo.

      Il secondo quadrante, che esploriamo qui di seguito, rappresenta la continuazione dello sviluppo iniziato nel primo quadrante attraverso gli specifici settori ivi contenuti: il IV, il 5° e il 6° campo, che completano l’esperienza al di sotto della linea dell’orizzonte, l’area notturna, più introspettiva e, secondo l’approccio junghiano, introvertita.

 

Casa IV e Fondo Cielo


      La cuspide della IV Casa coincide con il Fondo Cielo (imnum coeli). Se dovessimo sovrapporre il disegno di un albero sullo schema zodiacale, qui tracceremmo il punto in cui affondano le radici. Così, se da un lato la IV casa è cosignificante del segno del Cancro, governata dalla Luna e assimilata al concetto di casa e di famiglia, d’altro canto - essendo legata al principio di origine, di radice, di blasone di famiglia, per noi occidentali e per le culture patriarcali in genere, dove è il cognome del padre ad essere trasmesso - l’archetipo genitoriale associato alla IV casa è quello del padre e non della madre, come si potrebbe dedurre a prima vista.
      Questo tipo di approccio, come si potrà facilmente intuire, divide in due fazioni le diverse scuole di pensiero. Coloro che ritengono fondamentale la cosignificanza con il segno cancerino e l’astro lunare identificheranno in questa casa l'analogia con la figura materna. Chi ha un approccio che considera un problema rapportandolo ai tempi, allo spazio geografico, alla cultura dominante, specie quella occidentale e al comportamento, assocerà la figura paterna agli eventi che si sperimenteranno in questa casa. Lasciamo che sia l’esperienza di ciascun lettore ad orientarsi verso l’una o l’altra figura genitoriale nell’interpretazione del tema natale di un individuo.
      L’aria di famiglia, gli schemi proposti, l’ambiente in cui l’individuo completa la propria formazione individuale avviene in questo ambito. Qui si costruiscono le fondamenta del proprio carattere e si integrano le esperienze delle tre case precedenti. È qui che si prende fiato e ci si rintana nella “cuccia” per recuperare le forze, per rilassarsi, per stare con se stessi.
      Il segno in cui cade la cuspide della IV casa, il pianeta governatore del segno, le presenze planetarie, nonchè gli aspetti coinvolti, ci forniranno molte informazioni su come si vive la propria casa  (intesa come la home), come la si arreda, i colori e tutti gli oggetti che in qualche modo la riempiono e che “definiscono” caratterialmente l’ambiente. È tutto ciò che ci “riempie” e anche ciò che ci spinge o ci trattiene rispetto alla X, casa pubblica di estroversione, in contrapposizione all'intimità rappresentata da questo quarto campo.

 

Casa 5°

      La quinta casa simbolicamente è associata al Leone e al Sole. Qui l’ego si espande e risplende; la gioia, la vitalità, l’esibizione e la soddisfazione di sé trionfano. Plateale ed esibizionista è il tocco energetico che in questo campo trova il carburante che mette in moto l’individuo. Si manifesta la trasformazione alchemica dei quattro ambiti esplorati fin qui verso un cammino individuale che accompagni il bambino nella fase edipica, in cui avverrà il superamento dell'antagonismo genitoriale. 
      La quinta è la casa in cui si esprime la propria individualità molto creativa ed espressiva. E' la sede del Sole per cosignificanza, che ci fa comprendere come un'esperienza ben vissuta in questa fase garantirà una fonte energetica all’individuo divenuto adulto, a cui potrà ciclicamente attingere nei momenti più oscuri per "risorgere".
      Se pensiamo al simbolo solare, un punto al centro del cerchio, ecco che la sintesi appare chiara: una fonte centrale che irradia tutto intorno, definendo in modo inequivocabile l’essere, la sua unicità e la sua ricchezza.
      Numero cinque, come quinto elemento, l’amore, che fa da collante e trasformante: è qui che ci si innamora, ma con quella forma di innamoramento che non necessariamente vede il coinvolgimento di un altro essere. Come Narciso ci si innamora di sé, del mondo, dell’amore stesso e ci si sente l’ombelico del mondo. Esperienze di costrizione e privazione in questa fase e/o ambito, portano a una chiusura e a un'introversione passiva e solitaria. Niente ci potrà far sorridere in quel caso.
      Per amare gli altri in modo incondizionato (casa 11°, opposta alla 5°) occorre sperimentare qui l’amore per se stessi. È un passaggio obbligato verso l’integrazione di sé, in primo luogo, e l'integrazione nel cosmo come completamento.

 

Casa 6°

      L’ultima casa del secondo quadrante, ultima anche dell’emisfero zodiacale che si sviluppa sotto l’asse dell’orizzonte, è la sesta casa: cosignificante del segno della Vergine, governata da Mercurio. Così come dall'analogia con il segno della Vergine troviamo l’elemento Terra, allo stesso modo la presenza di Mercurio ci ricollega all’Aria come primo elemento in cui il pianeta si colloca.
      Ecco che la Terra del raccolto, del frutto maturo interagisce insieme alla mobilità dell’Aria che già si proietta oltre; quindi da un lato riscontriamo un completamento dello sviluppo individuale, dall’altro la prima curiosità di porsi a confronto con altre individualità. 
      Qui comincia una sorta di misurazione, una fase analitica di confronto e di scoperta del dettaglio: similitudini e, soprattutto, differenze. Ci si domanda: "In cosa sono uguale?" "In cosa sono diverso?" "In cosa sono più o meno abile rispetto ai miei pari?"
      Ci si attribuisce un “voto” perché prendiamo le misure di noi stessi alla ricerca di un dimensionamento e di una collocazione nel mondo. Da qui poi possono anche iniziare problemi di maggiore o minore autostima. Ma nasce anche il bisogno di catalogare e, di conseguenza, di fare ordine: dalla migliore organizzazione fino alla pedanteria dei casi limite.
      Il tutto parte dalla forte necessità di definirsi e di trovare una propria posizione. Per questo diciamo che la sesta rappresenta il lavoro, la quotidianità, il confronto, ecc. E’ l’ultimo baluardo prima di incontrare l’emisfero superiore dove ci rapporteremo con l’altro, il collettivo, la società. Occorre arrivarci preparati sapendo chi si è, con quale corpo, con quali mezzi ci attrezziamo per la seconda parte del viaggio. 
      Qui si fa esperienza del mondo quotidiano e della routinarietà. Si entra in contatto con la materialità e la corporeità. Ci si confronta nell’operato con i primi gruppi che si incontrano: la scuola, il lavoro. Si fa l’esperienza di non essere più “unici”. Si allarga la visuale sul mondo esterno e per accogliere questa ampiezza la si deve sframmentare e avvicinare un po’ per volta: analisi e scissione sono attività necessarie per digerire e assimilare qualcosa di più grande di noi stessi. 
 


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