CALENDARIO E PROFEZIA MAYA DEL DICEMBRE 2012
di Claudio CannistrÓ


     Quando l’abate francese Brasseur de Bourbourg, nel 1869, scoprì nella Biblioteca Reale di Madrid la “Relación de las cosas de Yucatán” del padre Diego de Landa, la sua speranza di chiarire i misteri della civiltà Maya crebbe notevolmente. Si trattava, infatti, di un’opera redatta all’indomani della conquista spagnola dal frate che era stato il primo vescovo di Merida nello Yucatán e che conteneva informazioni etnografiche di valore inestimabile, nonché iscrizioni e disegni della scrittura geroglifica, usata dai maya, simili ai caratteri scolpiti sui monumenti delle loro città.

 

Peccato che, ironia della sorte, padre de Landa, tra le tante informazioni riportate nella sua opera, si vantava di aver bruciato tutti i libri indigeni redatti con tale scrittura…! Possiamo immaginare lo sconforto provato dallo studioso francese, quando comprese come preziosi manoscritti di una intera civiltà erano andati perduti.

 

E’ anche per questa ragione che rimangono molti misteri sui Maya e sulla loro maniera di prevedere gli eventi, sicuramente molto perfezionata anche per le ottime conoscenze astrali da essi possedute. Non dimentichiamo, a riguardo, che le loro conoscenze astronomiche del cielo erano in stretta relazione con la visibilità ad occhio nudo dei fenomeni; basti pensare alle osservazioni condotte da questo popolo sul pianeta Venere e riportate nelle tavole del pianeta presenti nel Codice di Dresda.

 

Qualcosa, comunque è arrivato fino a noi di questa antica cultura, tra cui la struttura del loro calendario, che gli studiosi sono riusciti a decifrare completamente. Il “Calendario Maya” è il nome popolare dato all’organizzazione temporale, numerica, astronomica ed astrologica, su una scala di 5125 anni, adottata dai Maya in Mesoamerica. Gli archeologi e gli storici della civiltà mesoamericana si riferiscono a questa simbolica griglia temporale, come al “Lungo Computo”.

 

Il “Lungo Computo” ha elementi in comune con il calendario occidentale, che governa la nostra vita quotidiana, ma è soprattutto uno strumento che permette di raggruppare lunghi periodi tempo: ha una data di partenza ed una di arrivo. La fine di questo grande ciclo calendariale è appunto fissata per il 21 dicembre 2012, giorno del solstizio invernale.  Si tratta della fine di un ciclo che può esser variamente interpretato.

 

Senz’altro non si verificherà la fine del mondo come qualcuno sostiene, piuttosto si tratterà della fine di un tempo. Tuttavia, è incerto quello che avverrà, ma sicuramente si dovrà vivere l’attesa con speranza. Esiste un proverbio spagnolo che afferma: “Quello che il bruco chiama fine del mondo, altri chiamano farfalla”.

 

La ierofania è la rivelazione miracolosa di qualcosa di sacro. Questo fenomeno era abbastanza abituale nella cultura maya e più in generale si ritrova in molte civiltà del passato, oggi scomparse. Una particolare disposizione architettonica di una struttura o un edificio (un palazzo, una piramide, etc.) poteva essere utilizzata per rivelare un fenomeno celeste e mostrare come esso si manifesta e può visualizzarsi sulla terra. E nel mondo Maya troviamo numerose ierofanie. 

     Chi desiderasse ricevere ulteriori informazioni sulla rivista Sestile ed in particolare sui tre numeri monografici dedicati alla “Profezia Maya del dicembre 2012”, può rivolgersi a Claudio Cannistrà. Email: canniclau@libero.it

Il numero 198 di Sestile - luglio agosto 2012